La zona delle langhe è molto vasta, per questo abbiamo sviluppato questa piccola guida per consentirvi di apprezzare la bellezza di questo territorio in un weekend.
Barolo, Grinzane Cavour, Serralunga e La Morra sono il cuore pulsante di questa zona. Tre di questi paesi sono insigniti della Bandiera arancione del Touring Club Italiano, il riconoscimento che premia i borghi dell’entroterra. 

I paesaggi delle Langhe sono tra i più belli e suggestivi del nostro Paese, indipendentemente dalla stagione in cui li si visita.
Gli splendidi castelli che dominano le valli punteggiate di borghi, le cantine e i terreni coltivati a vigne, annoverano questi luoghi tra i più belli e suggestivi del Piemonte e per estensione, d’Italia.  

L‘autunno è sicuramente la stagione migliore per apprezzare appieno la poesia e la bellezza, scoprirne i tesori,  assaggiarne le delizie gastronomiche, degustarne al meglio la cultura del vino.

Il nostro tour delle langhe comincia a Barolo. 

Il borgo sorge tra le colline, su una sorta di altopiano, nel cuore di uno sterminato susseguirsi di vigneti.
Se non siete mai stati, rimarrete a bocca aperta davanti a un’interminabile moltitudine di viti e un infinito susseguirsi di vigneti.
Arrivati, arrivati presto il momento di sedersi a tavola. Tra le varie delizie offerte dal territorio, è sicuramente da non perdere uno dei classici antipasti locali, la carne cruda battuta al coltello con tartufo nero. Segue un risotto, idealmente con i funghi porcini, altra specialità tipica di questo territorio. Il tutto accompagnato da uno dei vini rossi di queste terre come ad esempio il Dolcetto d’Alba: dal sapore asciutto e gradevolmente amarognolo. Se avete voglia di un dolce, suggeriamo sicuramente il bonèt, budino di antica tradizione piemontese.

In questa terra, famosa soprattutto per le grandi etichette di vini, Barolo è uno dei centri più prestigiosi, proprio per la fama del suo vino più celebre, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
Da ogni angolo di mondo giungono qui per apprezzare, gustare, comprare e vedere come si produce questo vino straordinario, ma anche per respirare la semplicità e le tradizioni che qui sono rimaste quelle di un tempo, nonostante Barolo sia diventato un’importante meta turistica e tra le più significative realtà della storia vitivinicola e produttiva italiana e mondiale.

Vi suggeriamo di iniziare la giornata con una passeggiata nel centro del borgo tra botteghe, ristorantini, bottiglierie e scorci panoramici sulle colline.
L’elemento fortemente caratterizzante del borgo è il castello dei Marchesi Falletti di Barolo in cui si può visitare il Museo del Vino, emozionante percorso nella cultura del prodotto.
Dalla terrazza panoramica del castello, che regala una vista mozzafiato sulle Langhe, fino alle storiche cantine dove, a metà del XIX secolo, nacque il vino Barolo avrete la possibilità di rinfrancare il vostro cuore e il vostro spirito con dei paesaggi mozzafiato. Un percorso tra arte, musica, letteratura, storia, cucina, miti e tradizioni, ascolterete la storia di un castello che fu abitato dai Marchesi Carlo Tancredi e Juliette Colbert, meglio conosciuta come Giulia di Barolo, e Silvio Pellico, protagonista del Risorgimento italiano. Al termine della visita del museo potrete degustare i celebri vini e ammirare le grandi etichette storiche e le annate memorabili del Barolo.

Per una pausa pranzo che meriti e meritata, suggeriamo un assaggio di salumi, tra cui l’ottima salsiccia locale, il salame di cinghiale e quello al tartufo, per proseguire con un buon piatto di tajarin al sugo d’arrosto, la pasta lunga fresca della tradizione regionale, per chiudere la classica torta di nocciole.

Per il programma del primo pomeriggio vi suggeriamo una visita al Museo del Cavatappi, a due passi dal castello, curioso percorso per conoscere la nascita, la storia e l’evoluzione di questo indispensabile oggetto.

 La seconda meta del pomeriggio è Grinzane Cavour, sede dell’asta mondiale del tartufo, ad una manciata di chilometri da Barolo, a cui si arriva percorrendo la strada provinciale 157 e che porta al castello.
Prima di raggiungere il piazzale dove sorge uno dei gioielli architettonici più belli del cuneese, ci si può concedere un giro sulle colline circostanti per regalarsi scorci mozzafiato con, sullo sfondo, le Alpi.

Con pianta quadrata e torri angolari, il castello risale al XIII secolo e fu residenza giovanile di Camillo Benso conte di Cavour. All’interno il Museo Etnografico racconta anche l’altro tesoro, oltre al vino, di queste terre, quel tartufo che la capitale delle Langhe, Alba, celebra con la fiera mondiale d’autunno. Museo dove all’ambientazione della cucina albese del Seicento e dell’Ottocento, si unisce quella di una distilleria del Settecento, la bottega del bottaio, allestimenti sul tartufo e oggetti dell’enogastronomia locale. Sempre nel castello sono conservati mobili, manoscritti e la fascia tricolore di Cavour di quando era sindaco di Grinzane.

Cena con uno dei piatti principali della cucina regionale, il bollito misto, tipico piemontese, accompagnato con le salse ed i bagnetti, con contorno di patate, carote e cipolle bollite. Ideale da accompagnare ad un buon Barbera d’Alba, vino rosso rubino dal sapore asciutto.

Per la tappa della domenica, abbiamo selezionato Serralunga. La stretta strada che porta al borgo regala scenari incantevoli verso il cuneese e le Alpi ed è dominata dall’imponete castello, costruito a metà del XIV secolo, che sovrasta il borgo con la sua originale verticalità.
Cuore del castello, dalla struttura intatta, è sicuramente il Salone dei Valvassori che custodisce gli interessanti affreschi quattrocenteschi rappresentanti il martirio di Caterina d’Alessandria.

Trattorie e ristoranti caratterizzano il borgo, dove non ci si può perdere un pranzo con vista sui vigneti a base di agnolotti del plin, la pasta ripiena di Langa, conditi con burro e salvia, e brasato al Barolo, grande secondo piatto della tradizione piemontese, da accompagnare con il il protagonista di questo secondo piatto, il Barolo appunto. 

Proseguendo il giro del pomeriggio si arriva al balcone delle Langhe: il paese di La Morra. Collocato su un poggio ad oltre cinquecento metri di altezza, ci regala una vista mozzafiato che spazia a trecentosessanta gradi su tutte le Langhe.
Una passeggiata nel borgo consente di apprezzare gli edifici di pregio tra cui la chiesa parrocchiale di San Martino, edificata tra il 1684 ed il 1695, dall’imponente facciata barocca, la chiesa della Santissima Annunziata e la settecentesca torre campanaria. Da non perdere la coloratissima cappella della Madonna delle Grazie, la piccola chiesa, mai consacrata, voluta dalla famiglia Ceretto agli inizi del Novecento per radunare i contadini in caso di improvvisi e violenti temporali.

Non si possono lasciare le Langhe senza essersi concessi la tradizionale Merenda Sinoira, quella che un tempo si faceva in campagna nel cuore del pomeriggio, per dare forza ai contadini dopo i lavori.
Oggi è sicuramente più ricca e sostanziosa di un tempo e merita un assaggio di vitello tonnato, acciughe al verde, frittate, salumi e formaggi tipici di Langa, tra cui la Robiola di Roccaverano ed il Murazzano.

Fonte: The Touring Club