Non esiste momento migliore per dedicarsi a rimettere in ordine (o in sesto) il proprio  guardaroba del cambio stagione: l’autunno alle porte, la reclusione invernale, le pulizie di primavera o la valigia per le vacanze estive sono momenti preziosi per eliminare ciò che non serve e sistemare quella bomba esplosa che volgarmente chiamiamo armadio.

Nonostante l’impresa possa sembrare titanica, per procedere e portarla a termine servono poche idee semplici e chiare, una buona dose di buona volontà e idealmente un’amica che vi faccia da memoria storica e vi riporti al presente. 

Anche una bottiglia di vino. O due. 

Primo passo: eliminare le cose inutili

Le cose inutili prendono molte forme, ad esempio la felpa di un ex, i jeans del liceo, i top da discoteca di quando eravate giovani e single, i pantaloni a vita bassissima. Non è più tempo per tutto questo, i tempi sono cambiati e anche voi: è giunto il momento di fare fuori tutto.

Nella rassegna delle cose inutili presenti negli armadi di tutti ci sono i regali mai apprezzati, mai aperti o mai voluti: nessuno si offenderà se vengono scartati, anche perchè sicuramente non glielo andrete a dire.
I capi nuovi e idealmente carini, li potete riciclare: se un regalo non ha fatto felici voi non significa che non possa essere la gioia di un’amica o di un collega. Se invece si tratta di quell’orrido maglione di lanaccia regalato dalla zia a Natale del ‘99 butattelo senza rimorsi o ripensamenti.

Anche le cose acquistate in preda al raptus dei saldi e mai messe per mille e uno motivi, ad esempio taglia sbagliata o colore discutibile finiscono nella sezione delle cose inutili. Buttatele e non prendetevi in giro. .

I doppioni sono parte integrante delle cose inutili. Quante magliette di cotone bianco possono esserci in un armadio? Infinite. Quante ve ne servono realmente? Al massimo tre. Stesso ragionamento da applicare a tutti quei capi che si ha la tendenza a comprare all’infinito. È comprensibile avere tre paia di collant, non 30.
I capi comprati in vacanza o gli acquisti senza prova in camerino: vendete, quei jeans che non si allacciano purtroppo non cambieranno taglia durante la notte.

I capi e gli accessori scomodi: chiunque ha nell’armadio il maglione che pizzica, le scarpe che fanno male, i jeans che tirano sul cavallo, scartate. tenete solo vestiti in cui potete vivere serene e non soffrire. 

Le cose di bassa qualità: quella maglietta che fa un seno pazzesco ma il cui tessuto fa puzzare non vi serve Il maglione che perde un chilo di pelucchi ogni volta che lo si indossa è giunto il momento di dirgli addio.

I senza speranza: mutande scolorite, calze bucate, canottiere sformate, capi di brutti tessuti, scoloriti, con pallini, gioielli aggrovigliati senza speranza, bigiotteria scolorita. Non stateci a pensare, non vi serve, non vi piace più e soprattutto non lo metterete. 

Secondo passo: trovare la motivazione per scartare l’inutile 

Perché farlo? Perché l’armadio è pieno e in casa non c’è altro spazio, perché quando cerchi un certo abito non lo trovi per via del caos; perché non ci sono giorni abbastanza in un anno per indossare tutto quello che hai comprato. 

Terzo passo: non buttare tutto subito, suddividi e quando puoi dai nuova vita ai capi

Per questo step si può procedere ad accorpare i capi per pile, sarà più semplice fare mente locale su cosa serve e cosa no e capire quale destino attende  i vostri capi. 

La pila delle modifiche: capi destinati alla sarta, al calzolaio, alla lavanderia.
La pila dell’ultima chance: è comprensibile essere incerti sul destino di un certo capo. Per questo, dare un’ultima possibilità alle cose sulle quali si è incerti è lecito ma non ci si può stare a pensare in eterno: tempo massimo deve essere di una settimana.
La pila del “da regalare”: se qualcosa non piace  a noi non significa che non possa piacere a un familiare, o a un’amica.
La pila del “da vendere”: in questa pila va tutto quello che è di marca e quindi facilmente vendibile, o capi che sono stati alla moda e possono interessare a qualcuno, o qualcosa di iconico da collezione.Ad oggi sono moltissimi i siti e le app in cui è possibile vendere vestiti che non si usano più, ad esempio Depop o Vinted, solo per citarne alcuni.
La pila del “da buttare davvero”: mutande slabbrate, maglie scolorite, calze rotte, cinture a pezzi. 

Ecco i tre semplici step per rimettere in sesto il vostro armadio: ora che l’avete svuotato potrete pensare serenamente a come riempirlo di nuovo! 

Fonte: Io Donna