Dopo quasi 3 mesi di stop riaprono i musei e i luoghi della cultura nelle Zone Gialle
Grazie al DPCM del 18 gennaio gli operatori dell’industria culturale potranno tornare ad una parvenza di normalità. 

Il Ministro per le attività culturali Franceschini ha concretizzato la proposta della riapertura dei musei di cui si è tanto discusso nei mesi precedenti.

Nelle zone gialle,infatti, sarà consentito l’ingresso nei musei e nei luoghi della cultura almeno nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì. 

Naturalmente la riapertura è subordinata alla gestione contingentata degli ingressi che dovrà essere gestita in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19.
I principali strumenti  con cui gestire la riapertura sono: obbligo di distanziamento, capienze delle sale ridotte, mascherine e bigliettazione elettronica.
Quest’estate il settore della cultura aveva avuto modo di sperimentare le procedure anti Covid-19 nella gestione dei pubblici con risultati che lasciavano ben sperare. La seconda ondata però, avvenuta tra ottobre e novembre, ha reso necessario procedere con una nuova chiusura che ha suscitato polemiche nel mondo della cultura. 

La situazione attuale comunque lascia ben sperare e dai primi giorni di riapertura gli enti coinvolti sono riusciti a tenere sotto controllo i flussi di visitatori. Le regioni in cui è stata consentita la riapertura di musei sono quelle che rientrano nella zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise; seguite da Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto; Ancora Zona arancione in  Umbria e si aggiungono Abruzzo, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, PA di Trento e Toscana, in cui resta la chiusura anche per bar e ristoranti ma resta garantito l’asporto e il domicilio. Da quanto risulta dal controllo degli ultimi dati, nessuna regione italiana si trova In Zona rossa in questo momento.

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