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Nel referendum sul taglio dei parlamentari ha vinto il “Si” con quasi il 70 per cento. Nella notte tra lunedi e martedi sono stati diffusi i risultati definitivi: in tutte le 61.622 sezioni per il referendum costituzionale, il Sì ha ottenuto 17.168.498 voti pari al 69,64%, mentre il No ha totalizzato 7.484.940, pari al 30,36%.
I votanti sono stati 24.993.020, pari al 53,84% dei 46.418.749 degli aventi diritto. Le schede nulle 128.397, le bianche 210.862. Le schede contestate, 323. Lo scrutinio si è concluso poco dopo l’1.40.
Con questo risultato il Parlamento riduce il numero dei suoi componenti (945 più i senatori a vita) che era stato fissato nel lontano 1963. Il taglio, al netto di elezioni anticipate, sarà applicato dalla prossima legislatura del 2023.
Nel frattempo dovranno essere approvate una serie di riforme a corollario del risultato referendario, in primis la legge elettorale: il testo in esame alla Camera prevede il ritorno al sistema proporzionale con lo sbarramento al cinque per cento e il diritto di tribuna per le formazioni politiche più piccole. Inoltre sarà indispensabile una nuova distribuzione dei collegi che corregga le anomalie figlie della nuova norma. Infine dovrà essere rivista anche la quota dei 58 delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica e i regolamenti delle commissioni parlamentari che avranno meno rappresentanti.


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