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Il Governo è allo studio di diverse soluzioni per la fase successiva a Quota 100, ossia il diritto alla pensione dopo38 anni di contributi e 62 anni di età. Questo a fine di superare il problema di chi maturerà i requisiti dopo il 2021.
La proposta che sino ad oggi ha ricevuto più consensi è la nuova pensione con 41 anni di contributi, o nuova quota 41. L’intervento consiste nella possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni di versamenti complessivi, che sarebbe estesa a tutti i lavoratori, prescindere dalla categoria di appartenenza e non comporterebbe tagli o penalizzazioni dell’assegno mensile (sul punto vi sono comunque diversi pareri contrari), né ritardi nella sua liquidazione.

Sono allo studio anche altri interventi, in particolare:
– pensione quota 100 flessibile, che potrebbe essere ottenuta con 61 anni di età e 39 di contributi, oppure con 60 anni di età e 40 anni di contributi;
– la pensione quota 100 anticipata che potrebbe essere ottenuta con 38 anni di contribuzione e con un’età inferiore a 62 anni, subendo però una penalizzazione percentuale per ogni anno di anticipo, oppure il ricalcolo contributivo dell’assegno;
– pensione quota 100 posticipata, con 64 anni di età e 36 anni di contributi.
– la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia a 62 anni, prevedendo un taglio dell’assegno dal 2,8% al 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia ordinaria.


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