Le disposizioni che regoleranno le festività invernali

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Se i Dpcm che si sono susseguiti la scorsa primavera sono stati vissuti come inevitabili e le disposizioni previste per il rientro dalle vacanze sono state considerate inefficaci e poco tempestive, il decreto che il Presidente del Consiglio dei Ministri si accinge a firmare dovrà essere decisivo nel contrasto al virus. Dovrà infatti impedire la riacutizzazione della curva dei contagi, prevedere modalità di rientro a scuola e salvaguardare l’economia.

Da giorni si ipotizzano quelle che potrebbero essere le nuove misure previste dal decreto che ci si aspetta verrà reso noto nelle prossime ore.  Quasi certo il mantenimento della suddivisione dell’Italia in zone rosse, arancioni e gialle. Quasi certo sembra essere anche il blocco delle Regioni, quindi mobilità bloccata sia in entrata che in uscita qualche giorno prima del Natale per impedire assembramenti. Tale misura non dovrebbe però riguardare chi si sposta per rientrare alla propria residenza o domicilio. 

Per le regioni in zona arancione continuerà ad essere valido il divieto di lasciare il proprio comune. Più possibilità per chi invece si trova in zona gialla. Potrebbero arrivare anche raccomandazioni riguardo al numero di commensali consentiti ad una stessa tavola. 

I ristoranti, a sorpresa, potrebbero aprire per il pranzo di Natale e di Capodanno seguendo però determinate regole: chiusura al pubblico alle 18 – ferma restando la possibilità dell’asporto fino alle 22 – non più di quattro persone a tavola, obbligo di indossare la mascherina quando ci si sposta all’interno del locale nonché l’obbligo di conservare per 14 giorni i nomi degli avventori nel registro delle presenze. Per i negozi potrebbero essere previsti orari di apertura prolungati per consentire gli acquisti senza provocare sovraffollamenti. 

Un decreto che dovrà coniugare le molteplici richieste provenienti da regioni e associazioni di categoria e che dovrà tutelare la salute dei cittadini e dell’economia italiana.


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