E’ il primo, imponente evento organizzato nel nostro Paese dopo la grigia stagione delle chiusure: il Museo Italia riapre le porte di 600 luoghi unici in 300 città in cui riscoprire la grande e la piccola storia del nostro paese.
Luoghi noti, ma spesso, anche poco conosciuti o accessibili solo in via eccezionale che, il 15 e il 16 maggio, si offriranno al pubblico grazie alle Giornate di Primavera del Fai. 

Questa edizione per la prima volta esigerà una prenotazione sul sito del Fai e chiederà, come per le edizioni precedenti, una donazione minima di 3 euro.

Cercando tra le proposte, spicca, a Torino, Palazzo Chiablese con gli appartamenti di Carlo Felice di Savoia appena restaurati, e il Campus Onu con le nitide architetture di Nello Renacco, oggi sede dell’Onu, dello Staff College, dell’Unicri, del Centro per l’Unesco e della Turin School of Development. Inoltre, tra questi itinerari nel Bello, verrà data la possibilità di scoprire le sale della villa «Il Vascello», progettata nel 1600 e sede, dall’85, del Grande Oriente d’Italia, la più antica istituzione massonica del Paese. 

Questi eventi sono, come ha sottolineato Andrea Carandini, celebre archeologo e accademico italiano, «di una forza culturale e civica di rilevanza nazionale capace di recare il proprio sussidio alle pubbliche istituzioni». Una sussidiarietà che per essere più efficace «deve, però, intrecciarsi all’azione essenziale, ma mai del tutto esaustiva, del Ministero della Cultura che, a volte, indossa l’impermeabile statalista anche quando non piove».