Nella giornata di domenica 2 maggio l’Inter si è aggiudicato il titolo di Campione d’italia e, com’era prevedibile, i festeggiamenti dei tifosi non sono tardati ad arrivare. Durante il pomeriggio una marea di tifosi si è riversata sulla strade di Milano per festeggiare la vittoria dello scudetto, ignorando tutte le norme anti covid.
Attilio Fontana, il presidente della Regione Lombardia, ha così commentato gli assembramenti dei tifosi interisti in piazza Duomo per la festa scudetto: «Speriamo che situazioni di questo genere non abbiano determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere perché onestamente rischiano di essere un po’ pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione».
Il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, su SkyTg24 raccomanda alla prudenza: «Non è una situazione che deve indurci a un rilassamento nella responsabilità dei nostri comportamenti. I festeggiamenti come quelli di domenica sono da evitare. La gioia la si può comprendere però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121 mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti. Tutte le occasioni di assembramento vanno assolutamente evitate, ivi compresi i festeggiamenti dei tifosi della squadra di calcio che ha vinto il campionato».
La passione nerazzurra ha invaso le strade nonostante il club avesse raccomandato prudenza, un appello che però non ha frenato gli entusiasmi. 


Gli esperti ora sono tutti d’accordo: gli assembramenti dei tifosi dovevano essere evitati e non si può non pensare alle conseguenze: «Speriamo di no, ma ci aspettiamo tra 15 giorni un aumento dei contagi», ha affermato Melania Rizzoli, assessore regionale alla Formazione e al Lavoro della Regione Lombardia. «Un assembramento così massivo e importante è davvero preoccupante, tanto più in un periodo così delicato. I controlli? C’erano, ma era impossibile sanzionare 30 mila persone».
L’incremento dei casi, in linea teorica, sarebbe previsto tra due settimane. «Gli effetti delle riaperture, delle feste clandestine e di assembramenti come quello dei tifosi dell’Inter si vedranno tra 14 giorni, da metà maggio in poi: temo che ci sarà un incremento dei casi, non una nuova ondata ma un’onda di risalita», ha spiegato il virologo Fabrizio Pregliasco. «La speranza è che la vaccinazione dei più fragili possa riequilibrare la situazione, così come confidiamo in condizioni meteo più favorevoli, con più tempo trascorso all’esterno».

Fonte: Rai News