Nei giorni scorsi il comico palermitano Angelo Duro ha protestato contro l’attuale legislazione che regola l’accesso ai luoghi della cultura, teatri, cinema, palazzetti o sale da concerto che da mesi sono costretti a mantenere capienze ridotte.

Duro in questi giorni si sta esibendo in alcuni luoghi dove non esistono restrizioni sugli ingressi. E’ stato anche in alcuni supermercati di Milano con Emis Killa e sui bus di Brescia con Fabio Rovazzi.

La sua protesta ironica in giro per l’Italia è finalizzata ad aiutare il settore dello spettacolo. Ha infatti più volte dichiarato: “Una volta che il pubblico si è vaccinato, perché non si possono aprire i teatri con capienza al 100%?”

Il settore della cultura è stato sicuramente uno di quelli più penalizzati dalla pandemia da COVID-19, molti artisti prima di lui avevano già sollevato il problema della capienza e delle modalità di accesso al ministro della cultura Franceschini, il quale ad oggi non è ancora intervenuto in maniera decisiva per risolvere la situazione estremamente precaria in cui si trova il settore della cultura e tutti i lavoratori che vi gravitano intorno.

Angelo duro nei giorni scorsi ha di fatto eluso il problema presentandosi in luoghi generalmente affollati, come supermercati o autobus, cui ad oggi non è richiesto il possesso del green pass e si è esibito, gratuitamente, per i presenti supportato e presentato da alcuni personaggi famosi come Fabio Rovazzi ed il rapper Emis Killa.

Tra le proteste-performance di Angelo Duro una in particolare – in una chiesa di Roma in zona Prati – ha suscitato parecchio scalpore e sta causando non pochi problemi all’artista.

Duro si è presentato sull’altare della chiesa, iniziando il suo show trasmesso sui social. Il parroco ha immediatamente interrotto l’esibizione dell’artista che ha voluto manifestare il proprio dissenso contro i provvedimenti nazionali che, giusto per fare un esempio, non prevedono tamponi o green pass per partecipare alle celebrazioni religiose.

Giorni dopo l’episodio andato in diretta sui canali social dell’artista e dei suoi collaboratori, è arrivata la denuncia del parroco romano che Duro ha commentato sul suo profilo instagram come segue:

È ufficiale, andrò all’inferno. O almeno, per il momento. Sì. Adesso vi spiego. Ho deciso di dirvelo perché è bene che voi, che state seguendo il mio alternativo tour, lo sappiate. Il parroco, a cui circa un mese fa ho provato a sottrarre la platea nella sua parrocchia, e al quale ho spiegato le ragioni della mia protesta, mi ha denunciato. Sì. Assurdo. Ora non solo me la dovrò vedere con Dio, pure con il giudice. Vi rendete conto?

Ovviamente, anche un bambino lo capisce, non era mia intenzione offendere il prete o attaccare la chiesa. Vi ringrazio per la stima ma non sono ancora così forte. Forse tra qualche anno. Ma adesso no. Le mie incursioni, come avete visto, sono state solo un modo per evidenziare disuguaglianze, sì insomma, le cazzate, fatte da chi sta gestendo l’emergenza sanitaria. Scelte che hanno penalizzato molti settori, tipo, in questo caso, il mio, appunto. E lasciato a casa, senza lavoro, migliaia di persone, senza dirgli neppure che fine avrebbe fatto la loro professione.

La domanda che pongo è sempre la stessa: perché sui mezzi pubblici, al supermercato, nei comizi e in tanti altri posti, si può accedere senza green pass e senza restrizioni, e nei teatri invece non è possibile? Ah? C’è qualcuno che me lo dice? Perché io, che sono ignorante, non ci capisco nulla. Se ci fosse qualche intellettuale a delucidarmi, con un linguaggio povero e infantile, forse lo capirei. Ma non c’è.

Anche al Ministero degli Interni, dove giorni fa sono stato invitato, non sono riuscito ad avere una risposta chiara. Quindi, in attesa che qualcuno mi delucidi sulla questione, mi auguro che il parroco, che è un uomo di chiesa, perciò, sicuramente, una persona comprensiva e disponibile ad aiutare e ad ascoltare gli altri, ritiri la denuncia a mio carico, che tra l’altro è pure una denuncia penale, e accolga il mio invito ad incontrarci nuovamente di persona, per chiarirci e magari avere la possibilità di ricevere anche il suo supporto. Conclude l’artista: “Ho commesso un peccato per dar voce e sostenere il mio settore, settore con migliaia di posti di lavoro in pericolo da due anni. Vorrei essere punito con ventidue padre nostro, sedici atto di dolori, venticinque Ave Maria, mettici pure sei Salve Regina, ma non merito una denuncia penale. La pena l’ho già subita con due anni di stare a casa a non fare nulla e a sopportare i miei familiari. Più pena di questa. Un saluto.”