Borghi meravigliosi, castelli incantati e cittadine magnifiche. L’autentico Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma DOP degustati direttamente nei luoghi di origine. Per questo tour alla scoperta dell’Appennino Emiliano suggeriamo di fare base a Reggio Emilia, ma non senza averla prima visitata. 

Reggio Emilia
Non è molto grande ma saprà regalarvi angoli e scorci meravigliosi: chiostri di grande fascino, piazze piene di vita, antiche botteghe artigiane, formaggi dop famosi in tutto il mondo e grandi opere di architettura industriale.

Un itinerario sicuramente imperdibile e pieno di scorci romantici e profumo di buono è quello che vi porterà alla scoperta delle piazze più belle di Reggio Emilia.
Il percorso, praticabile in appena 10 minuti, parte da Piazza della Vittoria, la più grande di tutte, e dalla vicina Piazza Martiri del 7 Luglio. Da qui proseguite fino a Piazza Cesare Battisti, dove si trova il Palazzo del Monte di Pietà, sede dell’antico comune, poi dopo aver camminato per Via Emilia, la via principale che attraversa il centro storico, entrate in Piazza Prampolini, salotto cittadino dove si trovano il Battistero, il Palazzo Vescovile, la Cattedrale, il Palazzo dei Canonici, il Palazzo del Comune, il Palazzo delle Notarie… Dopo aver attraversato il Vicolo Broletto, entrate in Piazza San Prospero. La passeggiata si conclude a Piazza Fontanesi detta “la parigina” per la sua atmosfera raffinata senza tempo, con gli alberi al centro, le caffetterie d’antan, i locali per l’happy hour e le dimore eleganti tutte intorno.

Pietra di Bismantova

A pochi km da Reggio Emilia, dirigendosi verso l’Appennino, c’è la famosa Pietra di Bismantova narrata da Dante Alighieri nella Divina Commedia e raffigurata come il Purgatorio. Sembra un castello incantato, ma in realtà è una montagna fatta al rovescio, larga in cima e stretta alla base composta in alto da arenaria e in basso da marma. Un luogo davvero molto suggestivo dal quale c’è una vista splendida su tutta l’Emilia.
Da qui partono numerosi sentieri naturalistici dove è possibile osservare anche una Carbonaia con legno di faggio per fare il carbone vegetale e fare clymbing con la magnesite dalla zona del pilone giallo.

Dopo la passeggiata lungo i sentieri della Pietra di Bismantova, non perdetevi una visita al carinissimo borgo di Castelnovo ne’ Monti, considerato il capoluogo dell’Appennino reggiano con le sue casette colorate e le viuzze strette e l’ottima gastronomia reggiana.

Poco fuori dal paesino c’è la Latteria Sociale Casale di Bismato dove potete assistere all’intero processo di produzione del Parmigiano Reggiano e capire e provare la differenza di gusto dovuta alla diversa stagionatura.

Castello di Torrechiara

Si racconta che questo castello venne regalato dal conte Pier Maria Rossi alla sua amante Bianca Pellegrini e non alla moglie. Per amore di questa donna lasció la moglie e 10 figli per trascorrere il resto della sua vita con la sua amata Bianca, ritratta in più dipinti in questo castello. Si vocifera che proprio per questa storia così romantica, questo castello ha un fascino così particolare.
Pier Maria Rossi, signore di Parma, detto Il Magnifico era un grande condottiero, e si batté contro la Repubblica di Venezia per riconquistare  tutti i castelli tolti al Ducato di Parma. Durante una visita alla duchessa Visconti di Milano, conobbe Bianca Pellegrini, che all’epoca era la dama di compagnia della duchessa e se ne innamorò perdutamente nonostante fossero entrambi già sposati. Ma ciò non fu di ostacolo al loro amore e Pier Maria portò Bianca a Parma e per lei fece costruire il Castello di Torrechiara e affrescare ogni stanza del castello, come simbolo del loro amore. Passeggiando per le numerose stanze non è difficile notare scene in cui sono ritratti i due amanti, fino alla più bella di tutte, la camera d’oro risalente al 1462, con opere del pittore Benedetto Bembo, che era la loro camera da letto. Il loro doveva essere proprio un grande amore, ed entrambi sono sepolti nell’oratorio del Castello.

Schia e i Parchi del Ducato

La tappa successiva vede protagonista il borgo di Schia. Qui troviamo stazioni sciistiche e rifugi di cucina casereccia molto carini dove fermarsi a mangiare prima o dopo delle piacevoli passeggiate nella natura dei parchi del Ducato e dei parchi dei 100 laghi. In questa parte dell’Appennino è possibile osservare la pecora cornigliese, una particolare pecora senza corna dal manto bianco maculato che deve il suo nome a Corniglio, un piccolo comune dell’alto Appennino parmense in cui è allevata sin dalla metà del ‘700 quando i Borboni ordinarono di far incrociare pecore della zona di Parma con animali di razza merinos, dalla Spagna, per ottenere capi in grado di produrre lana pregiata. All’inizio del ‘900 è stata incrociata con arieti bergamaschi per migliorare l’attitudine alla produzione di carne ed oggi è presidio slow food per la qualità della sua carne.

In questa zona è anche possibile assistere  alla stagionatura del Prosciutto di Parma DOP e della culatta di Lagrimone dell’azienda Vescovi Renato che produce  40 mila prosciutti e 8 mila culacce all’anno.

Borgo medievale di Vigoleno

Terza tappa di questo tour è Vigoleno. Arrivati in loco sembrerà di essere stati teletrasportati in una fiaba, con il suo castello dalle mura difensive con i bordi merlati. Un borgo molto molto romantico che sembra essere stato fondato prima dell’anno 1000, dove si insediò un gruppo di guerrieri longobardi con le famiglie, ed ancora oggi abitato. In questo borgo si trova il museo degli Orsanti, gli artisti di strada che partirono proprio da qui con orsi ammaestrati verso l’Europa in cerca di fortuna. In questo museo, voluto dall’eclettica artista Maria Teresa Alpi, sono raccolti tutti gli accessori, i giocattoli e gli utensili caratteristici della loro vita. Troverete quindi burattini antichissimi, un carrettino dei gelati e utensili che ricordano quelli delle nostre nonne.

Castell’Arquato
La vista della pianura Padana dalla Rocca Viscontea di Castell’Arquato eretta sulla roccia è uno dei belvedere più suggestivi d’Italia. Della Rocca ad oggi rimangono la struttura perimetrale e le torri difensive e che dominano la Val D’Arda da 224 metri d’altezza. Fu eretta da Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349 sulle fondamenta di una preesistente struttura romana ed è stata protagonista di molti film storici, tra cui i Borgia e LadyHawke. Non perdetevi una visita anche alla chiesa della collegiata di Santa Maria Assunta, al cui interno si trovano oltre alle bellissime cappelle affrescate, anche un crocifisso ligneo del ‘300 e la fonte battesimale in pietra risalente al VII secolo, che in alcuni casi viene usata ancora oggi. Uscendo dalla chiesa, notate i fossili di conchiglie sulla parete di fronte, resterete a bocca aperta, perché il mare non è certo vicino, eppure un tempo pianura padana era sommersa dal mare: incredibile vero?

Piacenza

Potete chiudere il tour nella bellissima cittadina di Piacenza, ai confini con la Lombardia, collegata con quest’ultima da 4 ponti sul fiume Po.
Molti non sanno che è anche soprannominata la Primogenita perché nel 1848 fu la prima città italiana a votare con un plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna. Fu fondata nel 218 a.C., fu la prima colonia romana nell’Italia settentrionale, insieme a Cremona. La si visita tranquillamente in una giornata, ma vi suggeriamo di rilassarvi al tramonto su qualche terrazza degustando un ottimo aperitivo.

Fonte: The travel fashion tips