Il nuovo decreto del governo Draghi sull’emergenza Coronavirus conferma lo stop alla zona gialla, lasciando l’Italia in zona rossa e arancione almeno fino a metà aprile.
Se spostamenti e allentamenti delle restrizioni si fanno attendere, una buona nuova giunge per il mondo della scuola.
Dopo Pasqua infatti, per le regioni in zona rossa, torneranno in presenza le scuole fino alla prima media. Per le regioni in zona arancione, si potrà partecipare alle lezioni in presenza fino alla terza media. Per i licei e gli istituti professionali si adotteranno soluzioni flessibili in modo che almeno al 50%  degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte degli studenti continuerà con la didattica a distanza.

Il prolungamento delle restrizioni fino a dopo Pasqua ha generato malcontento soprattutto nella Lega che chiede al governo rassicurazioni circa la riapertura di alcune attività commerciali. Il governo non lo esclude e se la curva dei contagi lo consentirà, lo stop alla zona gialla potrebbe decadere già da metà aprile.
Togliere le restrizioni subito dopo le festività potrebbe far pensare che l’emergenza stia scemando, quando invece gli ultimi dati testimoniano solo una leggera decrescita dei contagi. Per questo il nuovo decreto Draghi dovrebbe contenere solo alcune norme, ovvero: 

  • confermare il congelamento della zona gialla fino a fine di aprile;
  • confermare lo stato dell’Italia in zona rossa e arancione, quindi con bar e ristoranti chiusi, e il divieto di spostamento tra regioni;
  • permettere il rientro in classe agli studenti fino alla prima media in zona rossa. Nelle zone arancioni si ipotizza il rientro in presenza fino alla terza media e didattica a distanza al 50% per le scuole superiori.

I giornali riportano anche di un’altra ipotesi di compromesso nella maggioranza riguardo le chiusure. Si tratta della proposta avanzata da Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Tale proposta prevede un “tagliando” periodico sulle chiusure nelle zone rosse ed arancioni stabilendo – dove la situazione dei contagi lo rendesse possibile – un alleggerimento del blocco con riaperture mirate. Si tratterebbe dunque di una zona gialla rafforzata che permetta a bar e ristoranti di lavorare per qualche ora al giorno. Senza l’orario completo fino alle 18, ma comunque salvaguardando parte del lavoro giornaliero. 

Ai provvedimenti sopra elencati si dovrebbe aggiungere l’obbligo vaccinale per il personale sanitario a contatto con i pazienti e le tutele legali per medici e infermieri vaccinatori.
Chi deciderà di non sottoporsi alla vaccinazione, secondo la bozza che circola nelle ultime ore, andrà incontro a sanzioni crescenti che andranno dallo spostamento ad altro incarico fino alla sospensione dello stipendio. Le aziende ospedaliere, inoltre, saranno obbligate a segnalare alla Asl competente il rifiuto e se non sposteranno il lavoratore saranno sanzionate. Per quanto riguarda lo “scudo penale”, si ragiona su una norma che salvaguardi chi materialmente somministra il vaccino, salvo i casi di colpa grave.

Fonte: Today.it